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lunedì 20 marzo 2023

Ade

Tu, dunque, hai perduto per sempre la mia Poesia:

viviamo insieme il Tramonto piangente..

lontani.. disgiunti.. in silenzio;

siamo figli della Morte!

Siamo figli delle Tenebre!...

 

Non chiamarmi,

tra i mille anemoni.. non chiamarmi!...

Tu: la terra croia della mia triste sepoltura!

Tu: l’algido rifiorir della solita Primavera!...

Io, invece, per sempre - come addormentato - ti sogno..

sogno di modellare le tue guance

di pesco..

i tuoi occhi di stagno…

Ma non chiamarmi!

 

Se tu fossi rimasta nel mio Ade,

avresti udite queste mie parole,

ti avrei donato altri anemoni e rose…

 

Ora sei fuggita, oh Persefòne!...

 

E hai perduto per sempre la mia Poesia.

Fotografia dell'Autore medesimo, Massimiliano Zaino Di Lavezzaro, La Rinascita di Proserpina, Mia Registrata, Domenica XIX Marzo AD MMXXIII.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Lunedì XX Marzo AD MMXXIII.

domenica 12 marzo 2023

Attesa di Primavera

Attendi! Ancora qualche notte dolce

e sarà il giorno della Primavera.

La senti? Cammina per la ringhiera

dei nostri veroni. Ella, la Dea.. è dolce!

 

La Dea profonda.. sublime, l’incanto

dei primi fiori. La voglio incensare

con il profumo delle rose, amare

con la rugiada del mio lieto pianto…

 

Noi due siamo fior di pruni rinati!...

Ci solleticano le api ridenti;

diventeremo miele e sogni ardenti,

dunque, per questi dolcissimi prati

 

e per quest’ellere un po’ rifiorite

sui muriccioli dei vecchi castelli;

o saremo il cinguettio degli augelli,

o saremo il vento. Dico “Stormite

 

aure di marzo!”… Attendi! Il solstizio

tornerà con un sorriso di gioia,

per la mia inquietudine e la tua noia.

Amo i tuoi fiori, come Amore e vizio!...

 

Ricordi?... Oggi m’hai veduto al vïale,

il sereno, cerulèo.. bel vïale,

quello fiorito. Ti ho sognata. Ho detto

“Della mia Dea voglio veder l’aspetto!”.

 

Sì, ancora lì, oggi, spasmando, mi attendi!...

Con i tuoi pensieri e il tuo incantamento,

con la tua giostra e il tuo tornëamento,

con il meriggio palpitante… Attendi!...

 

E io di te folle amatore soffrente

le tue labbia serene suggo in baci,

sulla culla del fiore dove giaci,

come una Ninfa bella e sorridente,

 

o come in sogno… E il tuo abbraccio non m’è

che un invito alla Vita e alla speranza,

un incanto voluttuoso di danza;

Dio dice “Son io che parlo con te”.

Fotografia dell'Autore medesimo, Massimiliano Zaino Di Lavezzaro, Fiori di Primavera, Sabato XI Marzo AD MMXXIII.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Domenica XII Marzo AD MMXXIII.

lunedì 27 febbraio 2023

Serata di Pioggia alla Fine di Febbraio

O sera, tu che piovi, dimmi.. forse

la Primavera ad annunziare vai

a pianto simile. Ti odo!... Non stai

che sussurrando. Forse.

 

Vai discorrendo. Dialoghi con me.

Siam seduti all’arcolaio di un fiore.

Senti?... Sta per sbocciare nel dolore

della tua terra umida… Perché?...

 

Sta per nascere sotto la grondaia.

Allora io sarò qui per compatire

il suo naufragio e il reciproco ordire

di tante lagrime, per la grondaia.

 

Ma là fuori è buio, ancora è il buio. Ritorna

quella mestizia dell’inverno. Torna

Persefòne nell’Ade.. l’Infinito

nelle nebbie, ritorna.. l’Infinito

che piange per me innumerevoli onde

di piogge vagabonde.

Dipinto di Artista tedesco sconosciuto, La Piazza della Città in un Giorno di Pioggia (Der Burgplatz an einem Regentag), Realismo, Pre-Impressionismo, Impressionismo tedesco, 1900 circa. Olio su Tela, Dimensioni 38,0x46,0 cm. Collezione Privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Lunedì XXVII Febbraio AD MMXXIII.

domenica 29 gennaio 2023

Elegia di un Cuore che attende la Primavera

Attenderò la Primavera: sogno

florëale! Odi! Lo senti? È il mio cuore.

La attenderai tu con me! per timore

più di un incubo che di questo sogno,

 

o per un rimorso solleticante.

Odi? Questa è la tua affatturazione.

Taci!... Cantami tu, ora, una canzone.

Vorrei fosse anch’essa solleticante,

 

ma come il vento, quegli che va ai fiori

appena nati, come una carezza

sulle mie guance, in quella dolce brezza,

sì, la stessa che va sopra quei fiori.

 

Ecco, questo è il tuo.. il nostro incantamento,

pensa!... Tra poco l’arcolaio stanco

ordirà una corona di fior bianco,

per te.. o altrettanto scialbo, un vestimento,

 

oppure un luccichio di Luna e stelle,

per indovinare insieme la Pasqua,

sulle tue foglie rinascenti e belle,

risorta, come il Dio di quella Pasqua.

 

Vieni! Io ti dò una ghirlanda di rose,

beviamo dalle labbia il filtro arcano

del miele, delle viole e il melograno.

Odoriamo il lezzo di queste rose!...

 

.. E il lezzo della rugiada dell’alba,

che scende dal tuo labbio e chiede un bacio,

e il profumo della mattina scialba,

con il Sole che le dona quel bacio.

 

Taci! Tu, la mia Persefòne amata…

Ti vedo, sciolta dal buio dell’Ade

e cerchi nel mio cuore il mio Orfeo, il tuo Ade

di nuovo, nella sua Morte sventrata,

 

con le Baccanti e con la ridda oscena,

e l’usignuolo geloso dei canti

orfici, e dei Misteri e della pena

del suo Dolore e dei suoi vecchi pianti.

 

Ripetimi una canzone! Ripeti

le tue parole che attendo ad Aprile!...

No! Non sarà presto quel nostro Aprile!

Non lo sarà! È Inverno. E me lo ripeti…

 

È Inverno! E di sangue la terra sgorga,

perché il Mostro iemale va a caccia.

Porgigli un bacio! Porgigli la faccia!...

No! Ti darà quel sangue che gli sgorga!

 

Così le Erinni ordiscono filàmi

di Destini tenebrosi e d’oblio.

Rivedrò forse i tuoi dolci fogliami;

ma per ora no… Il buio incombe. Addio.

Dipinto di Sir Lawrence Alma-Tadema (1836-1912), Le Rose di Eliogabalo (The Roses of Heliogabalus), Tardo-Romanticismo, Accademismo, Neo-Classicismo, Pre-Simbolismo, Simbolismo anglo-olandese, Epoca Vittoriana, Associazione con la Scuola della Confraternita dei Preraffaelliti, 1888. Olio su Tavola, Dimensioni 132,1x213,9 cm. Collezione Privata di Juan Antonio Pérez Simón, in Messico.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Domenica XXIX Gennaio AD MMXXIII.

domenica 22 gennaio 2023

Alla Natura

Apro gli occhi. Vorrei sognare ancora,

far della veglia un’unica visione.

Raccontami la tua dolce canzone!

Se sei la sera, io voglio udirla ancora.

 

Se sei la Luna, mi canterai un canto

su uno spartito dalle note bianche

che brilla sulle ramora un po’ stanche;

se sei tu, sarai invece un dolce incanto..

 

sì, sarai un che di mistico e profano,

o d’angelico, ma terreo e infernale,

sarai qualcosa di oro e di lontano,

un gemito per la mia ombra iemale,

 

e per il Sogno stesso... Ora sei tu.

A volte torni alla mia mente astratta,

o al mio cuore tremante, o alla gioia matta

d’un anelito fugace. Sì, tu!

 

Avrò vita dalla tua stella ignuda!

poi che mi provochi incensi d’Amore…

Copriti! Vèstiti! È ignudo il tuo cuore.

Ossèrvati!... Sei come una Dea ignuda.

 

Piccola Musa!... Vieni con me al campo

alluminato dal fiore del grano,

per guardare insieme nel cielo il lampo

del Sole. Sì, egli matura quel grano.

 

Matura le cornacchie nere e il nero

della terra già arata e della terra

smossa e dell’orizzonte che ci serra…

Com’è bello e dolce il suo sguardo nero!

 

E il tuo..! Vieni: cantiamoci parole!

Ma promettimi che rivedrò presto

la tua nuova Primavera e il tuo Sole.

No: non tramonteremo così presto!...

 

Apro gli occhi. Vorrei sognare ancora.

Ma il tempo dei Sogni, così, è finito.

Ero con te nell’Eterno. M’accora

questo mio mondo piccolo e infinito.

Illustrazione di Michail Aleksandrovič Vrubel' (1856-1910), Serafino per un Poema di Alexander Pushkin, Tardo-Romanticismo, Pre-Simbolismo, Simbolismo, Post-Impressionismo russo, 1905. Tecnica degli Acquerelli e della Matita su un Foglio, Dimensioni sconosciute. Collezione Privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Domenica XXII Gennaio AD MMXXIII.

domenica 8 gennaio 2023

Sonetto romantico - Stabat amorosa Dea

Aspetta! Voglio dirti nella sera

una rima cortese e sciorre un canto.

Tu mi conterai le lagrime del pianto,

io racconterò la tua Primavera.

 

Vorrei farti dono d’una preghiera,

che è un bacio sul tuo labbio d’amaranto,

e darti un fiore fatto dell’incanto

delle tue stesse guance in rosea cera.

 

Ma voglio toglierti al cuor della Luna,

delle stelle e del mondo sovrumano

e vincer per te il Sole in un torneo.

 

Allor rimembrerò come fortuna

l’avverarsi di questo sogno arcano:

stabat amorosa Dea in corde meo.

Dipinto di Albert Gustaf Aristides Edelfelt (1854-1905), A Casa dell'Artista - Le Incisioni (Chez L'Artiste - Les Gravures), Accademismo, Pre-Impressionismo, Realismo finlandese, 1881. Olio su Tela, Dimensioni 100,5x81,0 cm. Collezione Privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Domenica VIII Gennaio AD MMXXIII.

lunedì 2 gennaio 2023

Il Nome della Sera

La sera ha per nome il nom delle stelle,

della Luna lontana e del buio immenso.

La vedo e penso:

questa sera è ribelle;

 

perché riporta i Sogni e non li spegne,

perché nevica a tratti e non s’imbianca,

perché le sue luci son luci degne

di un’Anima già stanca.

 

Ma in questa sera e nel suo nom m’arrendo;

apprendo i nuovi Sogni.

Dipinto di Enric Serra i Auqué (1859-1918), Luce della Sera sull'Agro Pontino, Tardo-Romanticismo, Accademismo, Pre-Simbolismo, Simbolismo ispano-catalano, 1918. Olio su Tavola, Dimensioni 56,5x120,5 cm. Collezione Privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Lunedì II Gennaio AD MMXXIII.

venerdì 30 dicembre 2022

Fuochi d’Artificio per l’Anno nuovo

Giace una fila d’augelletti morti

da poco nati. Attendevan soltanto

l’arrivo della nuova Primavera.

Dipinto di Gaston de La Touche (1854-1913), Cena al Casinò, Impressionismo, Tardo-Impressionismo, Post-Impressionismo francese, 1903. Olio su Tavola, Dimensioni sconosciute. Collezione presso il Dayton Art Institute, Dayton, Ohio (Stati Uniti d'America).
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Venerdì XXX Dicembre AD MMXXII.

martedì 27 dicembre 2022

Idillio - Sogno la Passeggiata

Vorrei uscire e varcar le nebbie scialbe

e la campagna e dir parole ai rami

e dir sussurri a un prato e a’ le prime gemme

e dir richiami

alle penne e alle falbe

zampe degli aironi e dir parole

ancora: ai campi, ai boschi, al cielo grigio

e al Sole che va tramontando, e al Sole

che dorme;

e seder sulla terra e sulle foglie

e sul ceppo bigio

del vecchio pioppo e sul ceppo difforme

che la rugiada accoglie

io vorrei.

E sentire le impronte dell’inverno,

e udir gli stagni ghiacciati e le terre

umide e lo scherno

dei rami scricchiolanti

e dei passanti attimi

e udir la nebbia tremolante e muta

e la nebbia irridente e la nebbia arida

e cercar la via perduta.

Presto, però, svanisce il sogno. Avviene

un mistero di buio e un mistèr di Luna

e un mistero di stelle;

e sovviene

un incanto di sera e di tristezza

e la certezza

di un’illusione

e una sensazione ribelle.

Alla finestra sta il mondo lontano:

sognando, lo stringevo dolcemente,

lo tenevo stretto nella mia mano..

ma il sogno è terminato;

e il mondo crudelmente

si libera, si vendica, si ritorce.

Tutto ritorna com’era -

nella sera -

di un’Anima maledetta.

Dipinto di Julius Sergius von Klever (1850-1924), Raccoglitore nel Sottobosco ai Margini di una Foresta, Tardo-Romanticismo, Accademismo, Pre-Impressionismo, Realismo paesaggistico russo-lituano, 1911. Olio su Tavola, Dimensioni sconosciute. Collezione Privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Martedì XXVII Dicembre AD MMXXII.

giovedì 22 dicembre 2022

Inverno

Presto è sera, ed è il tramonto iemale,

è il racconto di tante foglie, di ombre,

ed è la Notte,

ed è la vecchia mestizia di stelle

nascoste, ed è la Luna moribonda,

ed è un altro anno che passa e che fugge

e che rugge,

ed è il sonno perpetuo delle foglie

e il dolore dei rami e la soffranza

delle gemme, dei prati e degli stagni,

ed è sempre più buio…

 

Io so che i lumi dei negozi vogliono

sostituire il Sole, che il solstizio

è una fola per pargoli assonnati,

che le campane

suonano i trilli di una neve stanca

che fatica a discendere

e che, per qualche mese, il regno oscuro

della Notte sarà molto più vasto

regalando molte ore ai nuovi sogni.

 

 

Ma oggi in mezzo a tante nebbie silenti

è quasi un incanto di gioia e di luce..

oggi, è quasi Natale.

Dipinto di Julius Sergius von Klever (1850-1924), Atmosfera invernale con Alberi e Rami, Tardo-Romanticismo, Accademismo, Pre-Impressionismo, Realismo paesaggistico russo-lituano, 1914. Olio su Tavola, Dimensioni 158,0x102,0 cm. Collezione Privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Giovedì XXII Dicembre AD MMXXII.

venerdì 9 dicembre 2022

Crociata invernale

Fa freddo. Voglio indire una Crociata

alla nebbia tremenda ottenebrata

e innamorata

della neve, del Sole smorto e pallido,

del sonno profondissimo, del vespro,

dell’illusione, dell’incubo callido

e dell’inverno.

 

Liberate l’orizzonte blasfemo,

veleno per i cuori che contemplano

i misteri proibiti dell’Etterno!...

Che gli occhi del Pöeta vagabondo

possano rivedere il cielo, il mondo,

e il sepolcro dei valichi lontani..

ascoltare le sue orecchie i richiami

della pianura coperta di Luna,

della Luna ricoperta di neve!

Fotografia dell'Autore stesso, Massimiliano Zaino Di Lavezzaro, Mistero di Alberi nella Nebbia, Mercoledì VII Dicembre AD MMXXII.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Venerdì IX Dicembre AD MMXXII.