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mercoledì 12 aprile 2023

Sonetto - L’Ispirazione. Tant’è l’Attimo amaro che Mi toglie

Tant’è l’attimo amaro che mi toglie

dalle tue rimembranze, o Musa mia,

e dai tuoi occhi immortali, onde m’accoglie

dolor profondo. Ma la Pöesia

 

per te - ancora - ghirlande e fiori e foglie

incoronando intreccia, ove m’india

l’Anima il tuo ricordo. E mi distoglie

in questo la ritornata allegria.

 

Eppur non è che Vanità ogni istante,

non è che Sogno e incubo o illusione:

tu sei perduta, lontana, rimorta.

 

E suona qualcosa nell’aura assorta,

che sembra una mia piccola canzone:_

_il canto funebre del tuo ultimo amante.

Dipinto di Marie Alexandre Valentin Sellier (1872-Data sconosciuta di Morte, Primi Decenni XX Secolo), La Farandola di Petrarca (La farandole de Pétrarque), Accademismo, Pre-Simbolismo, Simbolismo francese, 1900. Olio su Tela, Dimensioni sconosciute. Collezione presso l'Opéra de Toulon, Tolone (Francia).
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Mercoledì XII Aprile AD MMXXIII.

mercoledì 22 febbraio 2023

Sonetto in Dolce Stil Novo - Alla Musa che tarda con l’Ispirazione

Quando di rimembrar la fiamma assale,

o Sogno mio, il cor ch’assalse d’Amore,

i’ vorrei averti stretta come un fiore

e baci darti al labbio tuo fatale.

 

Oh donna, oh imago, oh speme mia immortale!

che sanza te - tu lungi - ho sol dolore,

non rispondi, però, a tutto ‘l mio core

che di quel dolor s’empie e d’ogne male.

 

I’ fò questua d’attimo di tuo viso

che, come tarda e più non si rivede,

a me späura l’alma e ‘l pianto cola.

 

Ma tu dici pur dal tuo Paradiso

qualcosa che m’ispira e sempre riede:

“I’ son il tuo canto e la tua parola”.

Dipinto di Charles Hermans (1839-1924), Ritratto di Signora, Tardo-Romanticismo, Accademismo, Pre-Simbolismo, Pre-Impressionismo, Impressionismo francese, 1885. Pastello su Tela, Dimensioni 36,0x46,0 cm. Collezione Privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Mercoledì XXII Febbraio AD MMXXIII.

lunedì 30 gennaio 2023

Canzone Sestina-Lirica - Canto alla Musa

Odi?... Il mio pianto stormisce ora come

alito di vento tra foglie mute

e i fogliami assenti. Sì, questo canto

ripete ancora che chiamai il tuo cuore.

Lo hai udito?... No! Ma ti chiamò, fino

al ritorno di questa nostra sera

 

e al ritorno della Luna. Oggi è sera,

sì! anche oggi ella è, e sei tu.. e mi torni come

qualcosa di caro. Aspetta! almen fino

al rinnovar della Luna!... Odi! Mute

son già le stelle. Muto è il nostro cuore.

Ho deciso: muto sarà anche il canto.

 

Ti canterò di nuovo un altro canto,

poi che disio allietare la tua sera

o qualche palpito insano del cuore,

o qualcosa di etereo, quasi come

la tua Anima stessa; e dirti fino

all’alba un cenno di parole mute,

 

e miste a baci, dell’altre pur mute

e parole melliflue in quel mio canto

e volerò a cantarti e amarti fino

al morir della Notte e della sera,

insomma, al termine del sogno.. e il cuore

sì.. al termine dei suoi palpiti, come

 

qualche creatura immortale, o come

l’Amore stesso. Dimmi: le tue mute

guance e le tue labbia tacciano. E il cuore?...

Sì, lo sento: il cuor qui tace al mio canto,

e tace ancora a questa stessa sera.

Non temer: dimmi che tacerà fino

 

all’alba.. che tacerà ancora fino

a che piangerò nel silenzio come

un fanciullo punito!... Oh, ecco, la sera!

E tu, piccola Musa, le tue mute

labbia non volgi ai baci. Odi il mio canto.

Odi il mio Sogno; io stesso odio il mio cuore.

 

Odiamoci, dunque! Fino a che il cuore

ci dimenticherà come la sera

le mute stelle scorda e di noi il canto!

Dipinto di Gabriel Charles Dante Rossetti (1828-1882), La Ghirlandata, Tardo-Romanticismo, Accademismo, Pre-Simbolismo, Simbolismo inglese, Epoca Vittoriana, Scuola della Confraternita dei Preraffaelliti, 1873. Olio su Tavola, Dimensioni 124,0x85,0 cm. Collezione presso la Guildhall Art Gallery, Londra (Regno Unito).
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Lunedì XXX Gennaio AD MMXXIII.

 

martedì 4 ottobre 2022

Sonetto senza Rime - L'Invocazione alla Musa

Se vuoi sapere il nome della Musa,

terra.. mia terra, evocar tu la devi..

a mezzanotte, in un rito di fiori,

in una Messa d’incenso e di sogno.

 

Vèstiti, dunque, tu sacerdotessa,

con il peplo leggero sopra il seno,

con le chiome disciolte e sciolte le alme

trecce, in tripudi di rose odorate,

 

chiudi i tuoi occhi e cammina nella notte!...

Io m’immagino i tuoi piedi infantili,

scalzi.. il respiro che ti gonfia il petto.

 

Ecco lo specchio!... Ecco lo specchio! Férmati!...

Guarda!... Discinta, spoglia, ignuda appari,

teneramente coprendoti, oh Musa!

Dipinto di John William Waterhouse (1849-1917), Cleopatra, Tardo-Romanticismo, Accademismo, Pre-Simbolismo, Simbolismo inglese, Epoca Vittoriana, Scuola della Confraternita dei Preraffaelliti, 1888. Olio su Tavola, Dimensioni sconosciute. Collezione Privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Martedì IV Ottobre AD MMXXII.

domenica 2 maggio 2021

Giuoco dantesco (Premiato) - Se avessi una Musa

Se grazia io avessi d’aver una Musa,

vorrei che avesse qualsiasi nome,

vorrei chiamarla con gli occhi dell’alba,

darle un bacio di labbra sussurranti,

ir fino al Sole e inginocchiarmi agli astri

per dire con la lor voce - l’immenso

del mio cuore per lei.


Se grazia io avessi d’aver una Musa,

la vorrei come una foglia virente,

simile a una ninfea su di uno stagno..

e vorrei essere il vento che singhiozza,

accarezzarle.. intrecciarle i capei

d’oro, guardarla - labbro a labbro - e far

schioccar un dardo.. il bacio disiato

del mio cuore per lei.


Se grazia io avessi d’aver una Musa,

vorrei sfidare l’orizzonte incognito,

viaggiare oltre gli scogli dei ghiacciai,

del mare ir oltre le vette.. dell’ermo

vorrei raccoglierle amorose dune,

contar la sabbia, il numero dei miei

abbracci.. e al Berbero oscuro rubar

adamanti e gioielli.. e tramontar

col Sole e rivederla con la Luna...

Vorrei spiegarle l’estasi furiosa

del mio cuore per lei.


Se grazia io avessi d’aver una Musa,

farei quel che non fecero i Poeti:

le intreccerei ghirlande di gemmati

fiori, di un sacro altare andrei ora in cerca,

poserei sulla sua questa mia destra,

tra incensi e fumi le giurerei Amore,

tra le alcove buie di una chiesa buia:

ella sarebbe tra i rosoni eterei

nell’eterno la mia sposa fedele,

e tanti Sogni noi vivremmo.. e molta

Vita.. e possente Amore.. e cesii sguardi,

quei del mio cuore che escono per lei.


Ahi! Mi fu un Sogno! Ora mi fu delirio!

Ma con questo sognar di voler lieti -

in Paradiso -

io salii come Anima viva sale!

Quadro di Gabriel Charles Dante Rossetti (1828-1882), Beata Beatrice, Tardo-Romanticismo, Simbolismo inglese, Scuola dei Preraffaelliti, 1872.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Lunedì XXIX Aprile AD MMXXI.