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lunedì 27 settembre 2021

L’ultima Viola. Sonetto - Avrei voluto rimirarTi, o Viora

Avrei voluto rimirarti, o viora,

di quest’ultimo Autunno ombra felice

che nel momento dei sogni mi dice

dolce parola che appien mi innamora.

 

Sol per te, infatti, ho päura ch’io mora

tanto sprecai questa vita e aspra e ultrice,

sì che quel che più nel cuor mi si addice

è questa pena orrenda che m’accora.

 

Ma del voler mio non resta che nulla,

nel cuor dissolse il silenzio esta gioia,

il rossor la vergogna e la mia vita.

 

Rimane un’ombra come di fanciulla,

ma nell’immensità di questa noia

solo son io, e tu sei già svanita.

Dipinto di Edmund Blair Leighton (1853-1922), La Fuga d'Amore, Tardo-Romanticismo, Simbolismo, Accademismo inglese, Confraternita dei Preraffaelliti, 1893. Olio su Tavola. Collezione privata.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Lunedì XVII Settembre AD MMXXI.

lunedì 22 marzo 2021

Sonetto - Salve a Te, Primavera, dalle Viole

Salve a te, Primavera, dalle viole

delicate sul braccio del tuo seno!

Quanto mi giova il tuo peplo in sul Sole,

e le tue vie serene, e quel del fieno

 

dai campi olezzo di Vita, parole

di sciami vagabondi sul veleno

dei tuoi fiori!... Oh, che fiori! La tua prole

feconda, che a nascer più non ha freno.

 

Splendonmi i nembi nel lontano quarzo

d’un lago, speglio di un Sole più attento

a prolungarne il Tramonto d’intorno.

 

Dunque mi luce il meriggio di marzo,

come risuona floreale il vento…

E m’è tutto un mandorlo in fiore il giorno.

Dipinto di Sir Lawrence Alma-Tadema (1836-1912), Primavera, Tardo-Romanticismo, Accademismo, Simbolismo anglo-olandese, Scuola dei Preraffaelliti, 1894.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Lunedì XXII Marzo AD MMXXI.

domenica 8 dicembre 2019

La Vïola dell'Inverno

Qui mi rallegro, nella tua penombra, 
o sera; mentre respiro di queste
arie fredde e di questi cieli bui,
e della lor possanza, e del tuo Inverno,
e di quella campagna muta e d'altri
boschi, i quali sereni s'addormentano
nel freddo. Ora, del resto, si assottiglia
sotto i miei occhi la placida giornata,
sì che il meriggio poco dura, e vola
via, come i corvi nel campo; e al mio fragile
passaggio, io sento l'odore dei muschi,
i quali nascono un po' arrampicandosi 
sulle pietre dei vecchi muri, e quel
leggero olezzo dei rami annebbiati,
il quale dà pesantezza alle mie
narici, e che mi fa bruciare gli occhi.
Adesso, infatti, la festa è finita,
e non sto più dinnanzi alle camelie
e ai gigli sopra l'Altare. Ma, davanti
a me, nel prolungato schioppo infame
di due o tre cacciatori, mi si spiega
la tua funerea Natura, o sera; e ombre
di rami denudati e fieri coprono
di nebbie la cappellina vecchietta
dove, dipinta sul muro, sta etesia
una Madonna, alla quale ho appena
donato una vïola. Non ho mai
pregato così tanto nella tua
campagna, oh sera!

Johann Jungblut Abendliche, Un Paesaggio in Inverno con Passeggiatori, Romanticismo tedesco, Prima Metà del Secolo XIX

Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, in Dì di Domenica VIII del Mese di Dicembre AD MMXIX.