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martedì 29 settembre 2015

Ode a Euterpe, ovvero L'Ingenuità e l'Inconsapevolezza

E io sto a scrìvere Poësie a una Musa che lo ignora,
vanamente aspettando un sogno, ov’ io in cuore così
mi chiedo: «Ov’è? La mia fanciulla?». E l’illusa mia mente
la scorge tra le danze del grigiore dell’autunno.

Vive, ma è morta; e va una cornamusa a piangerne il Fato.
Defunse nel mio sogno e nel suo bagliore che accecava, e…
e forse tra le Villi va alla rinfusa a danzare,
e chiede la vendetta del mio Amore di silenzio.

No! Mentre io scrivo quel che non discerne è viva,
e se alla mia finestra io sto, ella inonda di gioia
le feste del paëse, e sono eterne le sue danze; e…

e mentre dico che la amo, la bionda sua chioma
bacerà il senso a un altro uomo inerme al suo fascino, e
così l’avrò perduta. E m’è iraconda questa Sorte, per sempre.

Piangerò eterna un’onda di lacrime!
E ti costava molto, oh folle cuore - oh codardo! -
non scrìver niente, e confessarle Amore? E il sogno più non v’è!


Massimiliano Zaino di Lavezzaro




Domenica XXVII Settembre AD MMXV