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venerdì 22 aprile 2016

Idillio di un Attimo di Inquietudine notturna

Ancòr morbosa, e alfìn, la mia ansia è giunta,
la malattia di un tossìr che mi è sèmplice
Tempo di ritmo cadenzato e oscuro
per una Notte che sovviene lenta, e
che più lenta trascorre,
e va via. Ahimè! E
così nel raffredòr del cuòr che pàlpita
i suoi starnuti di sangue in un Sogno
e la sua tosse di ombre cristalline,
e nella Notte dove io solitario
dormo, e ove le ansie oscure si propàgano
ripetèndosi esse più di una volta e
nel bàttito di un àttimo,
e lungo il dèbil penetràr da’ i vetri
di questa Luna argentea, scialba pelle
del seno suo lunare tra le fiamme
di un’eclissi di un Sole di ghiacciaio
nel sepolcro del vespro, e quando insonne
mi giunge l’ora del riposo; come -
chiedo io a’ un vento tortuoso -
come fàr sonni plàcidi e tranquilli,
e respiràr io bene, e riposàr,
se l’agitazïòne mi consuma,
e mi toglie il respiro, essa colmàndomi
di Sogni a occhi dischiusi, e di Destino
inesorabilmente misterioso
più della pròssima alba?.... E
è così che si propàga questo Vero:
è nella Notte che io sento che manca
la dòcile corona della mia
perduta gioventù: l’avveràrsi
di ognùn de’ i Sogni miei, e un abbraccio, un bacio
di un labbro che mi culla in tra le mie
päùre, un occhio di fanciulla che è
soltanto seta e velluto di un Sogno,
che va… e va, e muore - oh Dio! - perennemente
mancante nel mio cuòr,
come più assenti sòn:
i suoi baci, e le sue a me sussurrate
canzoni di conforto, e i suoi respiri,
un àlito di Vita prepotente,
ghirlanda di una tomba di mia Notte!
E passato il notturno àttimo inquieto
seppellisco io il dolore sotto i rami
dell’aprile festoso, dove maggio
è forse un altro Sogno…. E
è un’altra Notte!


Massimiliano Zaino di Lavezzaro

Aleksej Savrasov, Primavera, Seconda Metà del Secolo XIX, Scuola romantica russa


In Dì di Venerdì XXII Aprile dell’Anno del Signore Iddio Gesù Cristo, di Grazia e di Divina Misericordia AD MMXVI