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domenica 27 settembre 2015

La Sera delle Danze e delle Maschere

E fu la sera della danza immane.
I musici strillàvano i violini.
Volteggiàvan le maschere e le vane
ombre delle fanciulle. E serotini

e dolci i chiassi s’altercàvan. Dame
di pizzo e d’oro e argento in sguardi arcigni
danzavano d’intorno; e pur lontane
sembravano le spire dei Destini. E…

e era un torneämento di sottane, e
stretti corsetti, e ai calici i vini.

Ma tu, oh maschera, oh bella, oh tu, divina,
quali occhi nascondevi, e quale cuore? E…
e eri forse una triste madamina? - Luna

di gioventù? -. Ebbèn, dimmi il tuo dolore e…
e che mai ti affannava! E eri tu spina
dei miei sogni e miraggio. E il nòm? Amore!

Maschera ignota, e fatàl, femminina, - e bruna,
e come può che questo sogno muore?

Danzàvano quest’ore! E or…
e il passato silenzio il ballo inghiotte, e
non v’è più danza, ma resta la Notte!


Massimiliano Zaino di Lavezzaro



Sabato XXVI Settembre AD MMXV