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sabato 2 ottobre 2021

Autunno

 I. Se il tuo fascino splende ancor di Sole

E par l'Estate non sfiorita ancora,

Tutto sorride a me,

Tutto ritorna qual piacer in cuore...

Ebe, stai forse arrivando, lo so!

Ma allora sarà la vendemmia attesa,

Berremo insieme uniti.. amati.. avvinti:

Regina tra gli Dei sarai tu, oh giovine,

E io sarò re tra i mortali tuoi servi!


II. Oggi riluce l'inoltrato Autunno,

Tante le foglie pallide già cadono,

Tremando. 

Oh Ebe, mi servi una coppa di mosto,

Berrai con me all'universo scialbo,

Ricordo dell'Estate che è sfiorita...

Elegia di riposo tu, Ottobre, urli.


III. Nebbie come oblio m'accecano gli occhi,

Ombre nel vespro del giorno dei Morti

Vanno così a compatire il mio sguardo..

E sono come scheletri di rami

Mani di foglie senza più unghie e fiori...

Bevo l'ultimo calice di mosto.

Riposo... Ma vorrei

Essere ovunque come questa nebbia.


IV. Di rami secchi sento il tintinnio,

Il primo nevischio minaccia il mondo.

Com'è bianca la piana!

Esseri piccoli e pallidi e freddi

Muovono labbia di fredde parole...

Brividi! Null'altro che brividi e ombre!...

Risuonano, però, canti felici..

Ecco l'inverno, canto di Natale. 

Fotografia dell'Autore medesimo, Specchio di Rami, Sabato II Ottobre AD MMXXI. 
Massimiliano Zaino Di Lavezzaro, Mia Registrata, Sabato II Ottobre AD MMXXI.

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