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mercoledì 31 marzo 2021

Il Pettirosso

Cinguetta uscito dal tramonto oscuro -

ritornando ai suoi rami - il pettirosso

un po’ attonito e triste. A un ramo duro -

xenofobo agli altri stormi - siede.

 

Cinguetta e guarda lontano, oltre i sassi

ha fame andando d’orizzonti ignoti,

rumorosi orizzonti, i rami lassi..

i rami neri della sera amica,

sui quali canta la civetta i noti

talami della Vita e della Morte,

i carmi bui di un’Anima notturna.

 

Siede e cinguetta su un cespo di spine,

un canto urlando nell’eco di un nuvolo

bello. Poi guarda due occhi.. due divine

luci di rose che vede solo ora,

iridescenti rose arrampicanti,

mai viste prima. Di lor si innamora..

e cinguetta.. e cinguetta.. ed è felice..

nulla è più dolce di quel ramo strano.

 

Ah!... Cinguetta e si guarda poi le piume:

mosso sangue al suo petto ei osserva assorto,

orma di un cuore sofferente e implume,

ramo e cuscino di un Re in croce morto.

Quadro di Sir Edward Coley Burne-Jones (1833-1898), Galahad, Bors e Parsifal conquistano il Sacro Graal, Tardo-Romanticismo e Simbolismo inglese, Scuola dei Preraffaelliti, 1895.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Mercoledì XXXI Marzo AD MMXXI.

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