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sabato 6 dicembre 2014

Quattro Sonetti all'Alba

Nascendo il giorno muore ogni servaggio
per poi rinascer forte e più nell’ora
dell’ombre in cui crepuscolo dimora
e Luna argenta dolce ogni villaggio.

S’inizia allor l’eclettico vïaggio
un folle vento spinge l’uomo ancora
finché tenèbra tien, non l’addolora,
fa tutta la realtà sembrar miraggio.

E sgorgan voci, carezze d’amanti
teneri abbracci, dolci confessioni,
cadon lenzuola riarse da passioni
notte d’amore, catena d’istanti.

Due simulacri si fondono in uno,
l’alba dorata fa di due nessuno.

***

Qual gran tristezza affligge ogni contrada,
mute ristanno e s’acquietan le lande,
eppur già gaiezza e gioia sì grande
usavan regnar a notte ormai rada.

Cantava il rosignol sul far del giorno
e fine ponea agli amori segreti,
la voce sua inebriava ogni poeta
e tutto di dolcezza rendea adorno.

Ma oggi più non s’ode la sua melodia,
ché duro ferro ne serra le membra,
tant’è il silenzio ch’inverno già sembra
e tutto il creato par senz’armonia.

Quando all’alba muore il giorno d’estate
sai che l’araldo è con l’ali legate.

***

Piangi quan dulze canta ‘l rosignol,
fanciulla piena di speranze alate,
sospiri grevi lascian labbra amate
che l’alba spense la notte d’amor.

Non monda più ‘l tuo sguardo il gran dolor
d’un cuor dalle speranze incatenate,
megl’io morrei ancor per mille fiate
che al rimaner causarti disonor.

Addio, mia vita, cielo e dolce stella,
lontane scorron già le nostre vite,
e mai, mai, ne saranno più assopite
l’eterne strofe d’amore, mia bella.

L’alma si strappa a brani, desolata
ché giunge all’alba il “Ricordami, Amata”.

***

Spesso ebbi a parlar con me soltanto
l’alba, d’eterna calma silenziosa,
sì prodiga di pace, rossi e rosa,
ma fredda di risposte, e muto il canto.

A lei donai sussurri d’uomo quanto
può fare solo quei ch’ancor non osa
svelare co’ mortali quel che posa,
con greve crudeltà, su tutto un manto

di lenta e malinconica tristezza,
tessuto con filati d’oppressione,
d’ottundimento e vite di persone
ch’in cambio di sollievo dan cupezza.

Ma l’alba non può sciogliere il dolore,
carezza coi suoi raggi, e tosto muore.

Albert Bierstadt (1830-1902) - "Sunrise" - olio su tela